Fly & Drive Stati Uniti – OVEST – BEST OF THE WEST – 18 NOTTI

GIORNO 1 – Los Angeles – Santa Barbara-Morro Bay
Km. 325 Ritiro dell’auto e partenza in mattinata dalla città degli angeli, direzione nord verso Santa Barbara lungo la costa pacifica. Uscendo dalla metropoli (che vi sembrerà non finire mai!) passerete da Santa Monica, Malibù, Topanga Beach e altre spiagge mito per i surfisti, circondate da mastodontiche e sfarzose ville di attori, cantanti e altri vip. Consigliamo una sosta a Santa Barbara per un po’ di relax e magari un po’ di shopping prima di proseguire per Morro Bay. La città di Santa Barbara è stata ricostruita completamente dopo il terremoto del 1925 in stile spagnolo. Rinomato il suo Pier con tanti ristoranti e negozietti, piacevoli sono le lunghe spiagge non lontane dal centro cittadino. Proseguite per Morro Bay.

GIORNO 2 – Morro Bay – San Francisco
Km. 449 Il percorso da Morro Bay a San Francisco è spettacolare. La strada costeggia l’oceano e segue la costa lungo insenature, tornanti, salite e discese. Big Sur è il nome di questo tratto di costa californiana, il panorama è splendido. Consigliamo alcune soste, ad esempio Carmel, una piccola cittadina ricca di fascino e di residenti celebri e il porticciolo di Monterey, la Portofino della California. Si tratta di una piacevole cittadina sul mare con negozi e deliziosi ristorantini.  Da qui percorrerete un tratto di strada costiera molto famosa, chiamato “17-mile drive”: tortuosa strada che si snoda lungo l’ultimo tratto di costa che separa Los Angeles da San Francisco, lasciandovi intravedere un panorama splendido. Consigliamo di arrivare fino a Santa Cruz, altro luogo celebre per gli amanti del surf e dopodichè salire verso San Francisco attraversando la famosissima Silicon Valley, area alle porte di San Francisco sede di tutte le più grandi aziende informatiche del mondo. Arrivo a San Francisco nel tardo pomeriggio.

GIORNO 3 e 4 – San Francisco (3 notti)
Km. — Dal fascino spiccatamente europeo, San Francisco è costruita su 29 ripide colline e si affaccia su una delle baie più belle del mondo. La città è celebre anche per il famoso ponte Golden Gate, che unisce San Francisco all’incantevole contea di Marin. Da non tralasciare anche Il Fisherman’s Wharf, il molo dei pescatori con ristoranti e negozi, i “cable car”, i caratteristici trenini a cremagliera che si arrampicano su per le colline e l’isola di Alcatraz, dove sorge l’omonimo penitenziario (ormai abbandonato). Tra i quartieri più famosi la coloratissima Chinatown, dove spuntano caratteristiche costruzioni con il tetto a pagoda, eccellenti ristoranti e curiosi negozietti. La parte occidentale della città, che si estende da Van Ness Avenue all’Oceano Pacifico, comprende quartieri aristocratici, come Marina e Pacific Heights, zone abitate da varie etnie, come i quartieri di Richmond e Sunset, il quartiere gay Castro, e il quartiere hippy di Haight-Ashbury. In questa zona si trovano inoltre tre grandi parchi cittadini, il Presidio, il Lincoln Park e il Golden Gate Park. Tra la baia e Chinatown, si torva l’animato quartiere di North Beach, abitato soprattutto da italiani che negli Anni Cinquanta diedero origine alla Beat Generation. Oggi vi si trovano locali, night-club, bar, caffetterie e ristoranti di tutte le etnie. La città è un mosaico e la sua atmosfera è raffinatamente chic ma allo stesso tempo anticonvenzionale e innovativa. Molto consigliato un giro panoramico a Twin Peaks, (che non c’entra nulla col telefilm) che offre vedute mozzafiato di tutta la città e della baia.

GIORNO 5 -San Francisco – Yosemite National Park
Km. 315 Partenza in mattinata per raggiungere il bellissimo Parco Nazionale di Yosemite. Per giungere a destinazione percorrerete una delle zone più belle e suggestive della California, la Yosemite Valley, un tempo luogo sacro agli indiani Miwok. La valle racchiude rare formazioni rocciose dalle ripide pareti e splendide foreste; al suo interno si trovano cascate tra le più alte del Nord America. Il cuore della valle è occupato dallo Yosemite National Park, il gioiello della Sierra Nevada, nelle cui vallate vivono fantastiche specie di animali. I primi uomini bianchi che lo videro rimasero a bocca aperta e siamo sicuri che anche voi farete altrettanto. Questo parco è la perla della catena montuosa della Sierra Nevada caratterizzato da picchi che raggiungono i 3600 metri di altezza e da una valle glaciale lunga 13 chilometri con impressionanti pareti granitiche che dal fondovalle si innalzano anche per 1200 metri. Da queste pareti scendono impetuose cascate, tra le quali le più famose ed ammirate sono le Yosemite Falls, le più alte degli States. Il parco Yosemite è il paradiso degli escursionisti: camminando infatti lungo i suoi 320 chilometri di sentieri si possono ammirare paesaggi incredibili ed osservare numerose specie di animali che vivono in libertà. Da non perdere El Captain, il più grande monolito di granito al mondo, le Yosemite Falls, Half Dome la roccia ormai diventata il simbolo del parco e Mariposa Groove, il bosco di sequoie giganti.

GIORNO 6 – Yosemite National Park – Valle della Morte 
Km. 487 Oggi si lascia lo scenario montuoso e caratterizzato da foreste per spostarsi verso Ovest e incontrare paesaggi completamente differenti. Ci si avvicina alle zone desertiche al confine tra California e Nevada. Fate scorta d’acqua prima di partire, potreste non trovare molti punti di ristoro durante il percorso e la temperatura estiva raggiunge i 45-50 gradi. Attraverserete una delle zone più aride del mondo: la Valle della Morte (Death Valley), un’impressionante area desertica che si estende per 225 km tra due catene montuose. La Death Valley è una zona emozionante e suggestiva che si può visitare con estrema sicurezza e tranquillità. Per i primi coloni d’America, che dall’Est affrontavano il lungo viaggio verso ovest in cerca dell’oro e di una nuova vita, era un ostacolo quasi invalicabile. Moltissimi di questi coloni non riuscirono a superare la traversata dell’impervia valle e per questo motivo le fu dato il nome di Valle della Morte. Questa zona è una della aree più vecchie del pianeta: è il letto prosciugato di un grande lago interno e si presenta come un immenso deserto roccioso coperto da una crosta salata. Vanta tra i suoi primati il fatto di avere il punto più basso di tutti gli Stati Uniti (Badwater) 86 metri sotto il livello del mare, e di essere uno tra i luoghi più caldi della terra. Prestate attenzione a non sostare troppo con il veicolo sull’asfalto, le gomme potrebbero sciogliersi. Il centro della Valle è Furnace Creek. Da non perdere Dante’s View e Zabriskie Point, che offrono un formidabile colpo d’occhio su tutta la valle.

GIORNO 7 – Valle della Morte – Las Vegas
Km. 223 Percorso di allontanamento dalla Valle della Morte, in direzione Las Vegas. La strada sembrerà non finire mai, lunghissima all’orizzonte. Non appena usciti dalla Valle della Morte ed entrati in Nevada, nei pressi di Amargosa Valley, noterete strane indicazioni e cartelli di aree militari e buffe immagini di U.F.O.: non preoccupatevi, non è il caldo che vi ha dato alla testa, siete semplicemente nei pressi della mitica e misteriosa Area51, l’enorme zona militare inaccessibile (e non segnalata su nessuna mappa) dove si dice avvengano test su navicelle aliene recuperate negli anni e studi di nuove forme di trasporto aereo. Dalla strada non vedrete nulla se non qualche fuoristrada militare che blocca le vie d’accesso, ma forse è meglio così.  L’arrivo a Las Vegas è qualcosa di unico e molto simile all’arrivo in una città aliena. Le mille luci vi faranno scorgere la città fin da molto lontano, in mezzo al nulla del deserto del Nevada. Siete pronti per una serata a Las Vegas (o Vegas come la chiamano gli americani)? Fate pure tardi e svegliatevi tardi, tanto a Las Vegas di giorno non c’è niente da fare. In bocca al lupo quindi e attenzione a non sposarvi da ubriachi.

GIORNO 8 – Las Vegas
Km. — Il profilo di Las Vegas appare da lontano sulla superficie assolutamente piatta del deserto che la circonda: un paesaggio arido di rocce gialle e rosse dove la strada sembra sospesa nell’atmosfera desolata e rovente. Vistosi cartelli, sempre più fitti a mano a mano che ci si avvicina, annunciano la città del divertimento, della spensieratezza, della felicità a buon prezzo: un miraggio nel deserto, un’oasi di luci al neon, di roulette, di casinò, di chiesette prefabbricate dove ci si sposa in 10 minuti, di spettacoli scintillanti e di belle ragazze. Las Vegas è una striscia asfaltata lunga 5 km, alle cui estremità c’è il deserto. Ai lati, un susseguirsi di hotel, case da gioco, ristoranti, bar tra un via vai incessante di automobili. Grandi aree verdi, giardini, piscine, club esclusivi e campi da golf per questa città che non dorme mai, che non si ferma un minuto, dove il consumo d’energia elettrica è il più alto del mondo. Dalle sette di sera in avanti la città si sveglia e iniziano gli show davanti agli hotel: spettacoli d’acqua maestosi, galeoni che si scontrano, luna park e concerti. La musica, le luci, la folla e il perenne rumore delle macchinette da gioco non vi abbandoneranno mai. Lasciatevi trasportare e state attenti a non farvi fregare. Contrariamente a quanto avviene nel resto degli Stati Uniti a Las Vegas si può bere per strada e fumare nei locali, proprio come un vero paesi dei balocchi moderno. Troverete slot-machine anche nei supermercati, nei negozi e spesso anche nella vostra camera d’albergo. L’attrazione principale della città, oltre il gioco d’azzardo, è quella di entrare e uscire da tutti i principali hotel lungo la via principale (the Strip). Mastodontici e kitsch, riproducono città o luoghi famosi: dal Paris al Bellagio, dal Venetian al Luxor. Alcuni hanno oltre 5000 camere, con teatri da migliaia di posti e decine di bar e sale gioco! Tutto vi sembrerà incredibile, ma ve bene così, questo è il bello di Las Vegas.

GIORNO 9 – Las Vegas – Bryce Canyon 
Km. 402 E’ ora di proseguire verso nord-est, lasciare il deserto del Nevada e le mille luci di Las Vegas per spingersi nello Utah. Su molte targhe leggerete “Scenic Utah”. In effetti gli scenari naturali qui sono fantastici: territori immensi, caratterizzati da calde sfumature di rosso, in buona parte incontaminati. Il Bryce Canyon, parco nazionale dal 1928, vi aspetta. Il parco è famoso per il meraviglioso anfiteatro naturale di brillante roccia rosa e per le sue particolari formazioni rocciose. I numerosi punti di osservazione del parco offrono panorami irretibili.

GIORNO 10 – Bryce Canyon
Km. — Intera giornata dedicata ad uno dei parchi più affascinanti degli Stati Uniti; lungo solo 6 chilometri è un vero spettacolo di bellezza in tutte le ore del giorno e della sera. A mano a mano che vi avvicinate al margine del canyon, vedrete sorgere dal suolo enormi anfiteatri di guglie intricate e scolpite nella roccia. In un attimo i colori vivaci del parco vi appariranno in tutto il loro splendore. Durante la vostra prima visita consigliamo un tour con la macchina lungo la strada panoramica che vi darà una visione generale della zona. Dopo il tour consigliamo di parcheggiare e camminare a piedi su uno dei sentieri. Il parco offre incantevoli paesaggi, labirinti di gole, guglie e pinnacoli scolpiti sulla roccia, di colore rosso e arancione, che si susseguono e cambiano il loro colore con la luce del sole e che potrete ammirare in un anfiteatro naturale di 32 chilometri di diametro. Sicuramente uno degli scenari più spettacolari e suggestivi dell’intero West americano.

GIORNO 11 – Bryce Canyon – Moab (Arches National Park)
Km. 446 Il percorso è molto scenografico, si rimane sempre nello Scenic State e, dopo aver attraversato l’Escalante Canyon e costeggiato il parco di Canyonlands si arriva a Moab, la città ideale per concedersi una visita nel sublime parco nazionale di Arches.  Potete rilassarvi alla guida e godervi lo scenario perché comunque avrete un giorno intero per godervi con tutta calma il fascino di Moab e del parco nazionale.

GIORNO 12 – Moab (Arches National Park)
Km. — Intera giornata dedicata a questo spettacolo della natura chiamato Arches National Park. Si tratta di uno dei parchi più particolari, mille archi naturali in pietra, modellati dal vento e dall’acqua nel corso del tempo, dai colori cangianti e unici della pietra arenaria rossa. Tra altopiani e canyons, perennemente battuti dal vento, troviamo centinaia di archi, pinnacoli e dune fossili dalle forme più curiose. I colori sono magnifici all’alba e al tramonto, la natura nel corso del tempo ha modellato questo spettacolare teatro che affascina ogni visitatore. Mneo affollato degli altri più famosi parchi, non ha invece nulla da invidiare ad essi. Una strada asfaltata, comodamente percorribile in auto, attraversa il parco in tutta la sua lunghezza, ma per raggiungere le formazioni più belle è necessario proseguire a piedi lungo sentieri più o meno lunghi, anche se la fatica di una camminata verrà ampiamente compensata da panorami indimenticabili. Molte escursioni con guida locale sono prenotabili in loco.

GIORNO 13 – Moab (Arches National Park) – Durango (Mesa Verde National Park)
Km. 257 Poco più di 200 chilometri in direzione sud-est e si raggiunge Durango, nel confinante stato del Colorado. Questa cittadina del Far West, situata a oltre 2000 metri di altezza, è la tappa ideale per una visita al vicino parco nazionale di Mesa Verde. In quest’area situata a sud-ovest del Colorado, circa 1400 anni fa, gli Anasazi costruirono delle abitazioni sia sugli altipiani sia utilizzando gli anfratti naturali disposti a valle. Il parco fu istituito nel 1906 per preservare la più grande area archeologica pre-colombiana degli interi Stati Uniti. Testimonianze di questo periodo storico sono visibili a Long House e a Step House. Gli indiani scomparvero improvvisamente lasciando una traccia molto forte del loro passaggio con le case scavate nella pietra, alcune ancora decorate all’interno, situate in posizioni incredibili. Non perdetevi il museo di Mesa Verde, che racconta tutto ciò che si conosce sulla vita e sulle attività degli indiani e la Ruin Road, da percorrere in auto, una strada che corre lungo il Rim del canyon con numerosi punti panoramici.

GIORNO 14 – Durango (Mesa Verde National Park) – Kayenta (Monument Valley)
Km. 262 Inizia il percorso di rientro che vi porterà verso sud a Kayenta, in Arizona, nel cuore dell’enorme riserva Navajo. Passerete a sud, via Farmington, ed entrerete nella riserva indiana dei Navajo per arrivare nel pomeriggio a Kayenta. Sicuramente uno dei tratti più belli di tutto il viaggio. Le dimensioni gigantesche di quest’area vi lasceranno a bocca aperta, monoliti di pietra si stagliano all’orizzonte: benvenuti nella celebre Monument Valley, il Far West che tutti si aspettano. Se siete fortunati avrete la possibilità di godervi uno splendido tramonto, intenso, rosso fuoco come la terra e le rocce che vi circondano. Avrete tempo il giorno seguente per una visita approfondita, scendendo con la propria auto proprio nel cuore della vallata. Pernottamento a Kayenta a pochi chilometri dall’ingresso del parco.

GIORNO 15 – Kayenta (Monument Valley)
Km. — Intera giornata dedicata a questa splendida area desertica, per chi ha voglia consigliamo di andare all’ingresso della Monument Valley poco prima dell’alba per godersi il sorgere del sole in una cornice davvero unica al mondo (verificate gli orari di apertura del Parco) Scenario naturale di “Ombre Rosse”, “Billy the Kid” e di centinaia di altri film western, nella Monument Valley si innalzno enormi blocchi di arenaria rossa (alti fino a 610 metri) resi ancor più fantastici all’alba e al tramonto.  La valle si trova a circa 1700 metri di altitudine, sul confine tra Arizona e Utah, e si è formata circa 70 milioni di anni fa quando il Golfo del Messico arrivava a coprire queste zone. Il progressivo ritiro delle acque ha lasciato una vasta prateria in cui spaccature e crepacci si offrono all’opera modellatrice del vento, dell’acqua e del gelo sino a creare monoliti dalle forme più strane, ponti, archinaturali e canyon. Questa zona, protetta dal 1960, appartiene alla riserva degli indiani Navajo che tuttora abitano la regione. La vicina città di Kayenta non offre nulla di interessante se non un facile ristoro e la possibilità di accorgersi, purtroppo senza difficoltà alcuna, di come anche tuttora gli indiani siano ghettizzati e privati di molti diritti fondamentali da una società ancora molto discriminante.

GIORNO 16 – Kayenta (Monument Valley) – Grand Canyon
Km. 248 Partenza in mattinata per il Grand Canyon, altro importante meta turistica dell’Arizona. Il viaggio è relativamente breve ed in qualche ora vi sarete lasciati alle spalle la terra rossa della riserva Navajo ed avrete davanti ai vostri occhi le immense gole del Grand Canyon. Il Grand Canyon è il fenomeno geologico più grandioso del mondo. Lungo 445 chilometri e profondo quasi 2000 metri ha nella parte centrale la sua massima ampiezza; infatti il bordo meridionale (South Rim) dista da quello settentrionale (North Rim) 29 chilometri. Sul fondo del canyon scorre sinuoso il Colorado River che, con una potenza tremenda, si è fatto largo nella roccia creando una vasta distesa che in ogni suo punto offre erosioni particolari. Il Grand Canyon si può visitare da entrambi i versanti ma il South Rim, quello che vedrete voi, è sicuramente la parte più interessante ed attrezzata. Il centro turistico presente nel punto panoramico principale è molto funzionale ed offre tutte le informazioni e le curiosità legate alla storia e alla formazione del parco. Sono presenti inoltre molte escursioni che si possono fare in loco, compresi i voli panoramici in aereo da turismo e la discesa nel canyon fino ai bordi del fiume Colorado. La discesa è molto impegnativa e soprattutto non di breve durata, considerato anche che dovete poi risalire…Se decidete di fare la discesa calcolate bene i tempi.

GIORNO 17 – Grand Canyon-Phoenix
Km. 402 Partenza in direzione sud, attraversando l’Arizona, nome di origine indiana che significa “poca acqua”. Il territorio di questo stato si divide essenzialmente in tre parti: la regione settentrionale (dove si trova il Grand Canyon), quella centrale (montuosa) e quella meridionale (desertica). Phoenix è la capitale.  Dal Grand Canyon proseguimento per Oak Creek Canyon e Pedona, luoghi in cui vennero girati numerosi film western e dove si potrà godere di uno spettacolare paesaggio. Lungo il percorso consigliamo una sosta al Castello di Montezuma, già residenza indiana. Arrivo a Phoenix dopo circa 400 chilometri.

GIORNO 18 – Phoenix – San Diego
Km. 569 Giornata di trasferimento. Lo scenario è destinato a cambiare moltissimo: dalla desertica e arida Phoenix si arriverà a San Diego, perla della costa californiana. Attraverserete l’Imperial Valley, lo Yuma Desert ed il deserto Mojave. Passerete a poche centinaia di metri dal confine messicano: caldo, molti chilometri e infiniti rettilinei d’asfalto vi accompagneranno fino a San Diego. Caratterizzata da un’atmosfera di impronta spagnola, San Diego ha un ritmo di vita lento e tranquillo. La visita della città inizia dal porto che si addentra per più di 20 km nella terraferma e ospita oggi portaerei, incrociatori e sottomarini insieme a splendidi yacht e barche da pesca. SeaWorld, Balboa Park e San Diego Zoo sono le principali attrattive. Un altro aspetto che fa di San Diego una delle città americane più gradevoli è rappresentato dalle bellissime spiagge: oltre 30, tutte sabbiose e mai affollate. Le più popolari e facilmente raggiungibili sono quelle di Mission Bay Park, Coronado, La Jolla e Pacific Beach. La Jolla è una zona residenziale, situata sulla costa, 20 km a nord-ovest del centro di San Diego, ed è conosciuta per i ristoranti, per i tappeti e per le costruzioni. La costa è frastagliata, l’aria è tonificante, le piccole insenature sono graziose e le spiagge sono ottime per il surf.

GIORNO 19 – San Diego – Los Angeles
Km. 194 Concedetevi una mattinata di relax, magari in spiaggia o facendo semplicemente una passeggiata per le vie centrali di San Diego. Decidete voi quando fare gli ultimi 190 chilometri che vi separano da Los Angeles. La strada è comoda e il viaggio è piacevole, lungo la costa e le spiagge celebri per il surf. Arrivo a Los Angeles, riconsegna dell’auto e fine del tour.