Fly & Drive Stati Uniti – OVEST – OMBRE ROSSE – 12 NOTTI

GIORNO 1 – Los Angeles – Phoenix 
Km. 598 Ritiro dell’auto e partenza in mattinata per Phoenix, Arizona. Il viaggio è abbastanza lungo, la strada vi sembrerà non finire più ma non disperate, sta iniziando il vostro viaggio nel cuore dell’Ovest americano. Arrivo nel tardo pomeriggio nella principale città dell’Arizona, Phoenix. La città di Phoenix non ha molto da offrire al turista ma è tappa necessaria lungo il percorso.  Preparatevi ad un caldo esagerato: a Phoenix infatti picchia forte il sole e non troverete soluzioni in grado di risparmiarvi una sudata. Nonostante sia la più grande città degli Stati Uniti sud-occidentali, la maggiore attrattiva di Phoenix è la terra che la circonda: un’immensa distesa di deserto selvaggio. Oggi, in quanto capitale dello Stato, Phoenix è moderna come qualunque altra metropoli americana, con una frenetica produzione artistica e un’economia vivace. Non troverete le innumerevoli distrazioni di New York o Los Angeles, ma se vi interessano lo stile cowboy e le praterie solitarie, Phoenix ne possiede in abbondanza.

GIORNO 2 – Phoenix – Canyon de Chelly
Km. 571 Consigliamo una partenza nella prima mattinata per Chinle, direzione nord-est, nei pressi del Canyon de Chelly. Anche oggi il viaggio non sarà brevissimo ma sicuramente sarà appagante dal punto di vista paesaggistico. Entrerete nella più grande riserva indiana d’America, la Navajo Indian Reservation. Chinle è la tappa ideale per la visita di Canyon de Chelly. Sul percorso di avvicinamento a Canyon de Chelly, lungo la Interstate-40, passerete da una cittadina chiamata Holbrook, poco più avanti troverete le indicazioni per la Pietrified Forest e per il Painted Desert: fermatevi e preparatevi ad uno spettacolo incredibile. Consigliamo caldamente una visita, anche se veloce, a questa splendida zona. Il parco nazionale della Foresta pietrificata fa parte del Painted Desert, deserto colorato, così chiamato per le sue formazioni di arenaria, i cui colori, blu e rosso, risaltano particolarmente al mattino e alla sera. Accanto ai resti pietrificati di alberi vecchi milioni di anni si possono trovare i resti di conchiglie, peschi e molluschi, ugualmente pietrificati.

GIORNO 3 – Canyon de Chelly
Km. — Intera giornata dedicata a rilassarvi dopo i primi due giorni di spostamento continuo e all’esplorazione di questa splendida area nel cuore della riserva Navajo. Questo luogo è sacro per gli indiani poiché è qui che Kit Carson vinse la battaglia contro i Navajos (dopo averli ridotti alla fame). E’ uno dei luoghi più belli dell’Ovest con i suoi dirupi scoscesi di arenaria rossa e le sue abitazioni troglodite dove i muri sono coperti da dipinti rupestri. Molte escursioni organizzate con guide locali possono essere acquistate in loco. Ai margini della regione dei Canyonlands si trova Lake Powell, nato dall’omonima diga che produce energia elettrica sufficiente ad una città di un milione e mezzo di abitanti. Il grande specchio d’acqua è dedicato all’esploratore John Wesley Powell, pioniere nel 1869 della prima discesa sul fiume Colorado.

GIORNO 4 – Canyon de Chelly – Albuquerque
Km. 368 Partenza in mattinata e trasferimento prima verso sud per rientrare sulla strada principale (Intestate 40) e poi verso est, direzione Albuquerque, in New Mexico. La città è il più grande centro dello Stato e si trova a 1615 metri di altezza. Gran parte della popolazione di questa città è di origine ispanica, giunta dal Messico nel corso del XX secolo. I Nativi Americani consistono in Indiani Pueblo, alcuni dei quali vivono in comunità risalenti a prima della colonizzazione europea, e in tribù Navajo e Apache, entrambi di origine athapascana. La presenza di diverse comunità di antichi Nativi Americani, la duratura influenza spagnola e messicana e la diversità degli insediamenti Anglo-Americani nella regione, che andavano da agricoltori-pionieri e allevatori prima della creazione dello stato a famiglie di militari in epoche successive, rendono questa città particolarmente suggestiva anche per il turista di passaggio che vuole immergersi in questa realtà, molto lontana dalla vita frenetica delle grandi metropoli americane.

GIORNO 5 – Albuquerque – Durango (Mesa Verde National Park)
Km. 345 Partenza in mattinata verso nord, per Durango, capitale del Colorado. Questa cittadina del Far West, situata a oltre 2000 metri di altezza, è la tappa ideale per una visita al vicino parco nazionale di Mesa Verde. In quest’area situata a sud-ovest del Colorado, circa 1400 anni fa, gli Anasazi costruirono delle abitazioni sia sugli altipiani sia utilizzando gli anfratti naturali disposti a valle. Il parco fu istituito nel 1906 per preservare la più grande area archeologica pre-colombiana degli interi Stati Uniti. Testimonianze di questo periodo storico sono visibili a Long House e a Step House. Gli indiani scomparvero improvvisamente lasciando una traccia molto forte del loro passaggio con le case scavate nella pietra, alcune ancora decorate all’interno, situate in posizioni incredibili. Non perdetevi il museo di Mesa Verde, che racconta tutto ciò che si conosce sulla vita e sulle attività degli indiani e la Ruin Road, da percorrere in auto, una strada che corre lungo il Rim del canyon con numerosi punti panoramici.

GIORNO 6 – Durango (Mesa Verde National Park) – Moab (Arches National Park)
Km. 257 Poco più di 200 chilometri in direzione nord-ovest e si raggiunge Moab, nel confinante stato dello Utah. Il percorso è molto scenografico e Moab è la città ideale per concedersi una visita nel sublime parco nazionale di Arches.  Potete rilassarvi alla guida e godervi lo scenario perché avrete un giorno intero per gustarvi con tutta calma il fascino di Moab e del parco nazionale.

GIORNO 7 – Moab (Arches National Park)
Km. — Intera giornata dedicata a questo spettacolo della natura: Arches National Park. Si tratta di uno dei parchi più particolari, mille archi naturali in pietra, modellati dal vento e dall’acqua nel corso del tempo, dai colori cangianti e unici della pietra arenaria rossa. Tra altopiani e canyons, perennemente battuti dal vento, osserverete centinaia di archi, pinnacoli e dune fossili dalle forme più curiose. I colori sono magnifici all’alba e al tramonto, la natura nel corso del tempo ha modellato questo spettacolare. Una strada asfaltata, comodamente percorribile in auto, attraversa il parco in tutta la sua lunghezza, ma per raggiungere le formazioni più belle è necessario proseguire a piedi lungo sentieri più o meno lunghi, anche se la fatica di una camminata verrà ampiamente compensata da panorami indimenticabili. Molte escursioni con guida locale sono prenotabili in loco.

GIORNO 8 – Moab (Arches National Park) – Kayenta (Monument Valley)
Km. 283 Inizia il percorso di rientro che vi porterà verso sud a Kayenta, in Arizona, nel cuore dell’enorme riserva Navajo. Passerete vicino al parco nazionale di Canyonlands, che offre uno scenario variegato di archi e canyon. Il Colorado e il Green River si insinuano tra pareti e gole ristrette.  Proseguite verso sud, attraverserete il Lake Powell e arriverete nel pomeriggio a Kayenta. Forse il tratto più bello di tutto il viaggio. Le dimensioni gigantesche di quest’area vi lasceranno a bocca aperta, monoliti di pietra si stagliano all’orizzonte: benvenuti nella celebre Monument Valley, il Far West che tutti si aspettano. Se siete fortunati avrete la possibilità di godervi uno splendido tramonto, intenso, rosso fuoco come la terra e le rocce che vi circondano. Avrete tempo il giorno seguente per una visita approfondita, scendendo con la propria auto proprio nel cuore della vallata. Pernottamento a Kayenta a pochi chilometri dall’ingresso del parco.

GIORNO 9 – Kayenta (Monument Valley)
Km. — Intera giornata dedicata a questa splendida area desertica, per chi ha voglia consigliamo di andare all’ingresso della Monument Valley poco prima dell’alba per godersi il sorgere del sole in una cornice davvero unica al mondo.  Scenario naturale di “Ombre Rosse”, “Billy the Kid” e di centinaia di altri film western, nella Monument Valley si innalzano enormi blocchi di arenaria rossa (alti fino a 610 metri).  La valle si trova a circa 1700 metri di altitudine, sul confine tra Arizona e Utah, e si è formata circa 70 milioni di anni fa quando il Golfo del Messico arrivava a coprire queste zone. Il progressivo ritiro delle acque ha lasciato una vasta prateria in cui spaccature e crepacci si offrono all’opera modellatrice del vento, dell’acqua e del gelo sino a creare monoliti dalle forme più strane, ponti, archi naturali e canyon. Questa zona, protetta dal 1960, appartiene alla riserva degli indiani Navajo che tuttora abitano la regione. La vicina città di Kayenta non offre nulla di interessante se non un facile ristoro e la possibilità di accorgersi, purtroppo senza difficoltà alcuna, di come anche tuttora gli indiani siano letteralmente ghettizzati e privati di molti diritti fondamentali da una società ancora molto discriminante

GIORNO 10 – Kayenta (Monument Valley) – Grand Canyon 
Km. 248 Partenza in mattinata per il Grand Canyon, altra importante meta turistica dell’Arizona. Il viaggio è relativamente breve ed in qualche ora vi sarete lasciati alle spalle la terra rossa della riserva Navajo ed avrete davanti ai vostri occhi le immense gole del Grand Canyon. Il Grand Canyon è il fenomeno geologico più spettacolare del mondo. Lungo 445 chilometri e profondo quasi 2000 metri ha nella parte centrale la sua massima ampiezza; infatti il bordo meridionale (South Rim) dista da quello settentrionale (North Rim) 29 chilometri. Sul fondo del canyon scorre sinuoso il Colorado River che, con una potenza tremenda, si è fatto largo nella roccia creando una vasta distesa che in ogni suo punto offre erosioni particolari. Il Grand Canyon si può visitare da entrambi i versanti ma il South Rim, quello che vedrete voi, è sicuramente la parte più interessante ed attrezzata. Il centro turistico nel punto panoramico principale è molto attrezzato ed offre molte informazioni legate alla storia e alla formazione del parco. Disponibili inoltre molte escursioni che si possono fare in loco, compresi i voli panoramici in aereo da turismo e la discesa nel canyon fino ai bordi del fiume Colorado. La discesa è molto impegnativa e soprattutto non di breve durata, considerato anche che dovete poi risalire…Se decidete di fare la discesa calcolate bene i tempi.

GIORNO 11 – Grand Canyon – Las Vegas
Km. 576 L’ itinerario di oggi sarà molto intenso sia dal chilometraggio sia per l’intensità delle emozioni. Lasciarsi alle spalle le meraviglie naturali come quelle che avete visto non sarà semplice, soprattutto considerando che vi state dirigendo la città più moderna e kitsch degli Stati Uniti.  L’arrivo a Las Vegas è qualcosa di unico e molto simile all’arrivo in una città aliena. Le mille luci vi faranno scorgere la città fin da molto lontano, in mezzo al nulla del deserto del Nevada. Siete pronti per una serata a Las Vegas (o Vegas come la chiamano gli americani)? Fate pure tardi e svegliatevi tardi, tanto a Las Vegas di giorno non c’è niente da fare. In bocca al lupo quindi e attenzione a non sposarvi da ubriachi.

GIORNO 12 – Las Vegas
Km. — Il profilo di Las Vegas appare da lontano sulla superficie assolutamente piatta del deserto che la circonda: un paesaggio arido di rocce gialle e rosse dove la strada sembra sospesa nell’atmosfera desolata e rovente. Vistosi cartelli, sempre più fitti a mano a mano che ci si avvicina, annunciano la città del divertimento, della spensieratezza, della felicità a buon prezzo: un miraggio nel deserto, un’oasi di luci al neon, di roulette, di casinò, di chiesette prefabbricate dove ci si sposa in 10 minuti, di spettacoli scintillanti e di belle ragazze. Las Vegas è una striscia asfaltata lunga 5 km, alle cui estremità c’è il deserto. Ai lati, un susseguirsi di hotel, case da gioco, ristoranti, bar tra un via vai incessante di enormi automobili. E ancora grandi aree verdi, giardini, piscine, club esclusivi e campi da golf per questa città che non dorme mai, che non si ferma un minuto, dove il consumo d’energia elettrica è il più alto del mondo. Dalle sette di sera in avanti la città si sveglia e iniziano i mega-show davanti agli hotel principali: spettacoli d’acqua maestosi, galeoni che si scontrano, luna park e concerti. La musica, le luci, la folla e il perenne rumore delle macchinette da gioco non vi abbandoneranno mai. Lasciatevi trasportare e state attenti a non farvi fregare. Contrariamente a quanto avviene nel resto degli Stati Uniti a Las Vegas si può bere per strada e fumare nei locali, proprio come un vero paesi dei balocchi moderno. Non spaventatevi ma troverete slot-machine anche nei supermercati, nei negozi e spesso anche nella vostra camera d’albergo. L’attrazione principale della città, oltre il gioco d’azzardo (qui legalizzato), è quella di entrare e uscire da tutti i principali hotel lungo la via principale (Strip). Sono mastodontici (e kitsch) e riproducono fedelmente città o luoghi famosi: dal Paris al Bellagio, dal Venetian al Luxor. Enormi, alcuni hanno oltre 5000 camere, con teatri da migliaia di posti e decine di bar e sale gioco! Tutto vi sembrerà incredibile, ma ve bene così, questo è il bello di Las Vegas.

GIORNO 13 – Las Vegas – Los Angeles
Km. 435 Giornata di spostamento senza nessuna sosta particolare che ci sentiamo di segnalare. Circa 400 chilometri di rettilineo che, partendo dalla città del peccato, vi riporteranno veloci verso la città degli angeli. Riconsegna dell’auto e fine del tour.