Notizie Utili

Rimasto al di fuori delle grandi rotte del turismo internazionale, l’Iran potrebbe essere di grande interesse per una ristretta cerchia di persone, completamente aliene da forme di vita mondana e pronte ad assumere un atteggiamento modesto, conformemente ai precetti sciiti, per scoprire tutte le bellezze che ha da offrire questo paese caratterizzato da una storia ricca e affascinante.

Esfahan è senza dubbio la maggiore destinazione turistica del paese insieme a Shiraz, la città dei poeti.

Città del deserto sono Kashan, famosa per la manifattura di tappeti e Yazd, dove la parola di Zarathustra è ancora viva.

Per per chi è in cerca di una vacanza relax, c’è Kish, l’isola del golfo persico che con i suoi alberghi di lusso e grandi centri commerciali costituisce un’eccezione nel contesto generale del paese.

Altre città propense ad accogliere visitatori occidentali sono, oltre la capitale, Hamedan, Kermansah, Neyshabur e Tabriz.

DOCUMENTI DI INGRESSO

Per entrare nel Paese è necessario il passaporto, che deve avere una validità non inferiore ai 6 mesi al momento dell’ingresso nel paese. Il visto anche è necessario e deve essere richiesto con notevole anticipo presso gli uffici consolari dell’Iran in Italia

Restrizioni sui visti: A causa del boicottaggio di Israele da parte della Lega araba, l’ingresso viene rifiutato ai cittadini israeliani e a tutti coloro che hanno nel passaporto un visto per Israele, a meno che non sia trascorso più di un anno tra la scadenza di tale visto e la data di applicazione per il visto iraniano.

Quando andare

La stagione migliore per visitare il paese va da marzo inoltrato a fine giugno, anche se ogni periodo va bene (dipende molto dalla zona che si vuole visitare). Le estati sono di norma roventi mitigate solo in parte ad elevate altitudini. Per contro, gli inverni sono rigidi ovunque ad eccezione del versante sul Golfo Persico e, in misura molto minore, di quello sul Mar Caspio.

 

!!! IMPORTANTE

Per le viaggiatrici di sesso femminile vige l’obbligo di coprire il capo, tuttavia non si tratta di portare il burka (che in Iran non esiste nemmeno) o lo chador, ma semplicemente un foulard che copra i capelli e vestiti larghi sui fianchi che coprano il corpo fino alle caviglie e ai polsi.

Evitate di parlare troppo apertamente di politica e, vale anche per gli uomini, cercate di vestire in modo sobrio.

Alle donne è vietato: cantare (se non in coro) e ballare davanti ad un pubblico che non sia di sole donne, andare in bicicletta (anche se per le non iraniane la polizia spesso chiude un occhio) ed entrare nelle “sale da tè” dove si fa uso dei “narghileh” (ma non in tutte le città).

In Iran vi sono diverse usanze da rispettare legate soprattutto alla rigida etica islamica. Le donne sono obbligate a portare un copricapo il hijab, mentre gli uomini non possono vestire con i pantaloni corti.

Nelle moschee in genere gli ambienti tra uomini e donne sono separati, inoltre può capitare che all’ingresso venga fornito alle donne uno chador che avvolga l’intero corpo nascondendo le forme. Nelle moschee inoltre non può esserci contatto tra uomo e donna, neanche per scambiarsi un saluto. All’ingresso delle moschee e delle abitazioni ci si tolgono sempre le scarpe.

La grande apertura della gente consente di fare molte fotografie con la gente del posto. Non è inusuale infatti essere fermati da donne che vi chiedano di farsi una foto con voi. Inoltre troverete molta disponibilità anche da parte di belle donne nel farsi fotografare, o fare un selfie. La regola resta sempre quella di chiedere con educazione.

Nei mezzi pubblici come bus e metropolitane non c’è promiscuità tra uomini e donne. Sulla metro vi sono sezioni dedicate alle donne e agli uomini, mentre nei bus in genere i posti anteriori sono degli uomini e quelli posteriori le le donne. Questa regola non si applica se invece si prende un taxi collettivo.

In ogni angolo del paese sono presenti delle cassette delle offerte con la forma di due mani unite. Sono le offerte che ogni fedele deve fare per i più poveri come contribuito obbligatorio secondo le leggi religiose